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Testimonianze

CRISTINA... la sua vita

Salve a tutti mi chiamo Cristina e ho 31 anni, sono nativa della Puglia, un paesino della provincia di Foggia e sono la maggiore di 3 figli. Premetto subito che la mia non è stata una bellissima infanzia. Mio padre era un padre padrone, soprusi , violenze tra le mura domestiche, un via vai di carabinieri, carcere, e denunce continue perché tornava a casa sempre ubriaco, drogato o con qualche sua  donnina. Mia madre doveva subire in silenzio questa condizione ed anche noi figli, altrimenti erano  botte a sangue per tutti. L’ho odiato tanto....fin da bambina mi sono chiesta perché avevo un padre così, a volte pensavo fosse indemoniato, tale la sua violenza nei nostri confronti. Man mano che crescevo capivo il suo modo di fare, e il mio odio nei suoi confronti cresceva sempre di più. La cosa peggiore era che mia madre non aveva il coraggio di prenderci con se e scappare lontano,  perché anche se i miei nonni materni (perché quelli paterni erano gia' morti) sapevano delle violenze che subivamo a loro non importava nulla, perché in Puglia dalle mie parti si dice: "Te lo sei voluto e te lo tieni”, e poi: "cosa doveva pensare la gente?". Purtroppo lì è più importante il giudizio della gente che il dolore di una figlia e di 3  nipoti. Così la vita trascorreva infelice. A 13 anni ho conosciuto quello che oggi è diventato mio marito. E' stato da subito il mio fidanzatino ”ufficiale”. Lui proviene da una famiglia molto numerosa (7 fratelli) dove tutti avevano sentito parlare del Signore ma solo una sorella, un fratello ed una zia hanno accettato con un cuore sincero il Signore. Mi raccontava di questo Dio immenso, mi diceva che non credeva alla venerazione ed alla preghiera ai  santi, che nè lui, nè i suoi 7 fratelli erano stati battezzati da piccoli e non avevano fatto la comunione, e che lui da piccolo frequentava la “scuola domenicale” perché lo portava sua sorella o sua zia. Ammetto che queste cose mi spaventavano molto, perchè io ero cattolica e nel mio piccolo pregavo, andavo in chiesa, mi confessavo prendevo l'ostia, e poi il mio grande sogno sarebbe stato sposarmi in chiesa davanti ad un altare bellissimo. Nel frattempo i soprusi a casa continuavano così a 16 anni convinsi  mia madre ed miei fratelli a scappare da quella casa ormai per me definita “degli orrori”. Ci  ritrovammo in mezzo ad una strada senza cibo, e senza sapere dove andare. Cercammo di chiamare mia nonna, ma ci chiuse il telefono in faccia, così ci rivolgemmo all'assistente sociale del paese per un aiuto. Mia madre aveva intenzione di chiuderci in un collegio, cosicché lei senza figli  poteva  arrangiarsi da sola, ma l'assistente sociale ci portò tutti e 4 dalle suore del paese fino ad una prossima sistemazione. Eravamo dalle suore e il tempo passava, dopo 3 settimane venne una signora anziana, la quale avendo sentito in paese della nostra situazione (il paese è piccolo, quindi si conoscono tutti.. e la gente mormora..) mise a nostra disposizione un seminterrato che non usava. Era un buco di 20 mq senza bagno, ma noi accettammo  subito pur di stare tutti insieme. Con l'aiuto di qualche parente e qualche vicino arredammo con cose riciclate ed arrangiate quel seminterrato. L’odio più profondo nei confronti di mio padre ormai era al colmo, infatti  spesso veniva dietro la  porta di quel seminterrato a dirci  cose bruttissime  e a cercare di entrare per farci ancora del male. Dopo qualche giorno fu' arrestato per qualcosa che aveva commesso di cui non so,  e finalmente fummo un  po' più tranquilli.
Vivevamo di elemosina, qualcosa  guadagnava mia madre facendo le pulizie, io lavoravo in un maglificio con una misera paga. Le cose pian piano  iniziarono ad andare meglio, infatti  mia madre fu assunta nel municipio del paese per fare le pulizie, così iniziai a pensare che le mie preghiere a San Giovanni Bosco facevano effetto (avevo una devozione per San Giovanni Bosco ). All’età di 21 anni il paesino iniziava a starmi stretto così insieme al mio fidanzato decidemmo di trasferirci  a Milano per poter vivere insieme, visto che una sua zia si era offerta di aiutarci, accettammo subito. I primi anni a Milano sono stati veramente duri perché trovare un lavoro subito è stato molto difficile, il tutto era accentuato dal fatto che  mi mancava mia mamma e i miei fratelli. Ma il  Signore aveva già un piano per noi, infatti il lavoro  arrivò, permettendoci di andare a vivere da soli, e dopo una breve convivenza ci sposammo, non come avevo sempre sognato ma in Comune con una piccola festa. Dopo un anno e mezzo siamo diventati genitori di una bimba meravigliosa che amiamo moltissimo. Pensavamo di essere felici: un lavoro a tempo indeterminato, l'acquisto di una casa, una figlia, era tutto perfetto ma  mancava qualcosa di veramente importante. Nel frattempo dalla Puglia si trasferi' a Milano il fratello di mio marito con la sua famiglia  che anni fa insieme a sua moglie avevano accettato Gesù come personale Salvatore della loro vita. Andavamo spesso a trovali, e le nostre conversazioni erano concentrate sul perdono e sul Signore come padrone della vita, ma molte volte a quelle conversazioni mi sentivo soffocare, specialmente quando mi parlavano di perdono. Ero molto orgogliosa  e mi sentivo forte perchè avevo tanto di quell'odio nei confronti di  mio padre, che al solo  pensiero di  perdonare e diventare “buona” impazzivo. Ogni tanto frequentavamo le riunioni, e sentivo che qualcosa dentro di me stava cambiando. Ma La reazione fù strana perché decisi  di allontanarmi per paura forse, nonostante mio marito continuava a frequentare quelle riunioni. Un giorno si avvicina e mi dice di aver accettato il Signore. Pensai fosse diventato matto...Io fare una  scelta del genere??... MAI…perché accettare il Signore nella mia vita. Mi sembrava una scelta da deboli e perdenti e poi io mi sentivo cattiva e piena di odio verso mio padre...NO decisamente...Dopo circa un mese però, non so' cosa mi è successo, ero a lavoro e mi sono sentita come una fitta allo stomaco. Sono corsa in bagno… una forza dentro di me... e mi sono  ritrovata  in ginocchio…Era  Il Signore, ed era come se  mi tenesse per mano....gli ho parlato e l'ho implorato di lavare la mia anima per tutti i peccati che avevo commesso, di perdonare tutte le volte che avevo pregato la morte di mio padre. Sono passati 15 anni da quando non lo vedo e non lo sento, anche se ho saputo che  ha un'altra famiglia e 2 bimbi piccoli, io da 3 anni ho dato la mia vita  al Signore ed ho capito che è stata la scelta più giusta che potessi fare nella mia vita e che l'odio che provavo per mio padre non è nulla al confronto dell'ira  di Dio su di  lui se un giorno non si ravvede. Questa mia testimonianza la dedico soprattutto a chi non ha accettato ancora il Signore, Lui è qui che ci chiede solo di aprire il nostro cuore di pietra e nulla in cambio…solo Amore.!!!

 
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