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La Bibbia non dice così !

Documento Storico:
"Roma e la Bibbia"

La reazione della chiesa romana di fronte al "ritorno alla bibbia" proclamata dalla riforma protestante del XVI secolo.
Nel 1553 Gian Maria Ciocchi Del Monte (Papa Giulio III: 1550-1555 ) incaricò tre dei più dotti vescovi del tempo: Vincenzo de Durantibus, Egidio Falceta e Gherardo Busdrago  di studiare i mezzi per frenare la diffusione della riforma.
Nel documento conclusivo i tre prelati così si esprimevano:
"Finalmente fra tutti i consigli che noi possiamo dare a vostra beatitudine, abbiamo lasciato per ultimo il più necessario…
Debbono farsi tutti gli sforzi acciocché si permetta il meno possibile la lettura del Vangelo; specialmente in lingue moderne in tutti i paesi sotto la vostra autorità e giurisdizione. Basti quel pochissimo che suol leggersi nella messa… nè più di quello sia permesso di leggere a chicchessia".
Finchè gli uomini si sono accontentati di quel poco, gli interessi della santità vostra prosperarono; ma quando si volle leggere di più allora cominciarono a decadere.
Quel libro, insomma, il Vangelo, è quello che più di ogni altro ha suscitato contro di noi quei turbini e quelle tempeste per le quali è mancato poco che noi fossimo interamente perduti. Ed invero, se qualcuno lo esamina interamente e diligentemente, e poi confronta le istruzioni della Bibbia con quello che si fa nelle nostre chiese, si avvedrà subito della discordanza e vedrà che la nostra dottrina è molte volte diversa e più spesso ancora è ad essa contraria: la qual cosa se si comprendesse dal popolo non cesserebbe di reclamare contro di noi, sino a tanto che tutto non sia divulgato, ed allora diverremmo oggetto di dispregio e di odio in tutto il mondo, perciò bisogna sottrarre la Bibbia alla vista del popolo. Ma con grande cautela per non suscitare tumulti..."
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L'ORIGINALE DI QUESTO DOCUMENTO CON LE FIRME AUTOGRAFE DEI TRE VESCOVI ED IL TITOLO: "AVVISI SOPRA I MEZZI PIÙ OPPORTUNI PER SOSTENERE LA CHIESA ROMANA" È DATATO: BOLOGNA, 20 OTTOBRE 1553, SI CONSERVA NELLA BIBLIOTECA NAZIONALE DI PARIGI, FOGLIO B ,N°1088, VOL. II; pp. 641-650.Citato da "La FAVILLA" - Montreal, Gennaio 1968.
COSA DICE LA BIBBIA IN MERITO:
LA BIBBIA DICE:
" QUESTO LIBRO DELLA LEGGE (tutta la Sacra Bibbia) NON SI DIPARTA MAI DALLA TUA BOCCA, MA MEDITALO GIORNO E NOTTE, AVENDO CURA DI METTERE IN PRATICA TUTTO CIÒ CHE V'È SCRITTO; POICHÈ ALLORA RIUSCIRAI IN TUTTE LE TUE IMPRESE, ALLORA PROSPERERAI ".
= Dal Libro di Giosuè, capitolo 1 verso 8 =
Non basta avere la Bibbia, ma bisogna Leggerla.
Non basta solo leggerla ma bisogna Praticarla.
Solo allora la tua vita Cambierà!
La Bibbia è la Parola di Dio scritta e profetica, attualissima proprio per i tempi che stiamo vivendo !. DIO non è Religione!


Interdire la lettura della Bibbia al popolo

La tendenza ad interdire la lettura della Bibbia al popolo da parte della chiesa cattolica era una tendenza gia' in atto ma che esplose in tutta evidenza dopo la riforma protestante. Eccone alcuni momenti salienti: da papa Lotario Conti (Innocenzo III  1198-1216):

"Il vescovo di Metz ci ha comunicato che una gran moltitudine di laici e di donne , essendosi lasciata attrarre da un certo qual desiderio delle Scritture, si è fatta tradurre nella lingua gallica gli evangeli, le lettere di Paolo, i Salmi, Giobbe e molti altri. E ciò fatto, i laici e le donne, in segrete adunanze, si son arrogati il diritto di eruttare tali scritti e di predicare gli uni agli altri".  (Epistula cum ex iniuncto ad Metenses, 12 luglio 1199, Denzinger-Sch., Enchiridion Simbolorum, 770, pag. 245, XXXII edizione).
Nel 1553 papa Giulio III , (1550-1555) incarico' 3 dotti vescovi; Vincenzo De Durantibus, Egidio Falceta e Gherardo Busdrago di redigere un documento nel quale si conclude così:
" .....Debbono farsi tutti gli sforzi acciocché si permetta il meno possibile la lettura del Vangelo, specialmente in lingua volgare, in tutti i paesi sotto la Vostra giurisdizione (del papa). Basti quel pochissimo che suol leggersi nella messa, né più di quello sia permesso di leggere a chicchessia. Finché gli uomini si contentarono di quel poco, gli interessi della Santità Vostra prosperarono, ma quando si volle leggere di più, allora cominciarono a decadere.  .....  Perciò bisogna sottrarre la Bibbia alla vista del popolo, ma con grande cautela per non suscitare tumulti." (Bologna, 20 ottobre 1553. Documento conservato nella Biblioteca nazionale di Parigi, foglio B, n° 1088, vol. II, pp. 641-650). concludendo, ma potendo andare avanti, sentiamo papa Pio VII (1800-1823):

"Dichiaro che le associazioni formate nella maggior parte d'Europa per tradurre in lingua volgare e spandere la legge di Dio, mi fanno orrore, ....  che bisogna distruggere questa peste con tutti i mezzi possibili e svelare le empie macchinazioni di questi manovratori".
(Bolla del 28 giugno 1816).
Spero di averti un pochino "turbato"....
Roberto Fiaschi




 
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