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La Bibbia insegna su...

1. IL BATTESIMO IN ACQUA PER IMMERSIONE Marco 16:15,16:
"E disse loro: "Andate per tutto il mondo, predicate il vangelo a ogni creatura. Chi avrà creduto e sarà stato battezzato sarà salvato; ma chi non avrà creduto sarà condannato".
Dai primi convertiti, il battesimo in acqua per immersione è stato praticato in ubbidienza al comando del Signore Atti 2:37,38: "Udite queste cose, essi furono compunti nel cuore, e dissero a Pietro e agli altri apostoli: "Fratelli, che dobbiamo fare?" E Pietro a loro: "Ravvedetevi e ciascuno di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo".
2. LA SANTA CENA
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Gesù Cristo introdusse dei cambiamenti alla festa della Pasqua, che la sua morte avrebbe reso necessari. Questi cambiamenti sono in realtà una sostituzione, vale a dire il passaggio dall'antico al nuovo patto. La Pasqua ebraica non aveva più motivo di continuare perché tutto l'insieme dei tipi e delle cerimonie che prefiguravano il sacrificio di Cristo era stato ormai adempiuto e quindi abolito. Gesù, servendosi di due elementi naturali, quale il pane e il vino, istituì il rito della Santa Cena abolendo la Pasqua ebraica. Attraverso i secoli, per i credenti, questa istituzione è diventata il memoriale della Sua morte e il perfetto simbolo della redenzione compiuta dal sacrificio del Calvario Matteo 26:26-28: "Mentre mangiavano, Gesù prese del pane e, dopo aver detto la benedizione, lo ruppe e lo diede ai suoi discepoli dicendo: "Prendete, mangiate, questo è il mio corpo". Poi, preso un calice e rese grazie, lo diede loro, dicendo: "Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue, il sangue del patto, il quale è sparso per molti per il perdono dei peccati".
L'apostolo Paolo, molti anni dopo, insegnava alla Chiesa di Corinto quanto era necessario celebrare la Santa cena e quanto fosse necessario farlo con la giusta attitudine 1Corinzi 11:23-32: "Poiché ho ricevuto dal Signore quello che vi ho anche trasmesso; cioè, che il Signore Gesù, nella notte in cui fu tradito, prese del pane e dopo aver reso grazie, lo ruppe e disse: "Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me". Nello stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: "Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne berrete, in memoria di me. Poiché ogni volta che mangiate questo pane e bevete da questo calice, voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga". Perciò, chiunque mangerà il pane o berrà dal calice del Signore indegnamente, sarà colpevole verso il corpo e il sangue del Signore. Ora ciascuno esamini sé stesso, e così mangi del pane e beva dal calice; poiché chi mangia e beve, mangia e beve un giudizio contro sé stesso, se non discerne il corpo del Signore. Per questo motivo molti fra voi sono infermi e malati, e parecchi muoiono. Ora, se esaminassimo noi stessi, non saremmo giudicati; ma quando siamo giudicati, siamo corretti dal Signore, per non essere condannati con il mondo".
CHE COSA NON È LA SANTA CENA

Non è la ripetizione del Sacrificio di Cristo: Esso è stato fatto una volta per sempre Ebrei 10:10: "In virtù di questa volontà noi siamo stati santificati, mediante l'offerta del corpo di Gesù Cristo fatta una volta per sempre".
Il sacrificio di Cristo non deve essere ripetuto come accadeva al Sommo Sacerdote che entrava una volta l'anno nel luogo Santissimo Ebrei 9:24-26: "Infatti Cristo non è entrato in un luogo santissimo fatto da mano d'uomo, figura del vero; ma nel cielo stesso, per comparire ora alla presenza di Dio per noi; non per offrire sé stesso più volte, come il sommo sacerdote, che entra ogni anno nel luogo santissimo con sangue non suo. In questo caso, egli avrebbe dovuto soffrire più volte dalla creazione del mondo; ma ora, una volta sola, alla fine dei secoli, è stato manifestato per annullare il peccato con il suo sacrificio".
Cosa significano le parole di Gesù "ecco il mio corpo"?
Le parole di Gesù Cristo: "questo è il mio corpo…questo il mio sangue" sono state motivo di controversia attraverso i secoli in seno alla cristianità. Sono state formulate diverse teorie sulla presenza di Gesù negli elementi della Santa Cena. Qui di seguito ne elenchiamo le quattro più diffuse e più conosciute.
La teoria della Transustanziazione. Questa teoria è dogma della Chiesa Cattolica Romana, ma è accettata anche dalle cosiddette Chiese Ortodosse e da altri gruppi simili. Questa dottrina insegna il senso pienamente materiale delle parole di Gesù Giovanni 6:48-56: "Io sono il pane della vita. I vostri padri mangiarono la manna nel deserto e morirono. Questo è il pane che discende dal cielo, affinché chi ne mangia non muoia. Io sono il pane vivente, che è disceso dal cielo; se uno mangia di questo pane vivrà in eterno; e il pane che io darò è la mia carne, che darò per la vita del mondo". I Giudei dunque discutevano tra di loro, dicendo: "Come può costui darci da mangiare la sua carne?" Perciò Gesù disse loro: "In verità, in verità vi dico che se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avete vita in voi. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha vita eterna; e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue è vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me, e io in lui".
Il dogma cattolico insegna che al momento in cui il sacerdote officiante il rito della Comunione, pronuncia le parole sacramentali "questo è il mio corpo", in virtù del potere sacerdotale che ha ricevuto, sostituisce al pane e al vino, il corpo e il sangue di Cristo, cioè la persona stessa di Cristo, corpo, anima e Deità. I propugnatori di questa teoria dicono che le sostanze spariscono, ma le apparenze (forma, colore e gusto) rimangono.
La teoria della Consustanziazione. Questa teoria è condivisa soprattutto dai luterani e altri simili gruppi cristiani. L'insegnamento, simile a quello della transustanziazione, è che nel momento in cui l'Officiante benedice il pane e il vino, si aggiungono ad essi, in senso letterale e materiale, sebbene invisibile agli occhi umani, il corpo e il sangue di Gesù Cristo, cosicché al posto di un'unica sostanza ce ne sono due.
La teoria dell'impanazione o della presenza spirituale di Cristo. Questa teoria insegna che la Santa Cena è un mezzo della grazia di Dio. Gli emblemi del pane e del vino rimangono tali anche dopo la consacrazione e sono un'immagine del corpo e del sangue del Signore Gesù Cristo, il quale, comunque è realmente presente, ma spiritualmente. Questo vuol dire che Cristo Gesù è presente col suo Spirito negli elementi; il pane e il vino non si trasformano e non agiscono da soli, meccanicamente, come insegna la teoria della transustanziazione dei cattolici, però essi sono mezzi di grazia che assicurano preziose benedizioni a coloro che partecipano alla Santa Cena con la giusta disposizione d'animo.
Teoria della Commemorazione Semplice. Durante il periodo della Riforma Protestante del XVI° secolo, è stata per prima formulata dal riformatore svizzero Hulrich Zwingli, sebbene verso la fine della sua vita si era poi ravvicinato all'insegnamento propugnato da Giovanni Calvino. Questa teoria insegna che la Cena non è altro che una semplice Commemorazione della morte di Gesù Cristo.
IL SENSO DELLE PAROLE DI CRISTO

Il Nuovo Testamento è stato scritto nella lingua greca comune di allora (il koinè dialektos). Comunque, Gesù Cristo, quale ebreo, si esprimeva nella lingua comune più parlata dal popolo ebraico, che allora era l'aramaico, lingua simile all'ebraico, dello stesso ceppo semitico. Nella lingua aramaica, con la quale sicuramente Gesù si espresse quando disse "questo è il mio corpo…questo è il mio sangue", non si adopera la copula (parola che lega l'attributo al soggetto) e che in ebraico come in greco l'uso di legare l'attributo al soggetto indica, che si tratta spesso di termini allegorici. Gesù in un'occasione ha detto pure: "Io sono la porta... Io sono la via... Io sono la vite", mentre l'apostolo Paolo ha detto di Gesù Cristo che Egli è la roccia. Nell'Antico Testamento troviamo che, tantissime volte, Dio è chiamato: rocca, scudo, sole ecc. Nessuno, ovviamente, ha mai pensato trattarsi d'altro che di paragoni. Non si deve perdere di vista il fatto che Gesù stesso, costatando che i Giudei si erano sbagliati sul significato delle sue parole circa il pane di vita ("Io sono il pane della vita... se voi non mangiate la carne del Figlio dell'uomo, e non bevete il suo sangue, voi non avete la vita in voi"), li avverte che si tratta di un paragone e che non dovevano prendere quelle parole nel senso letterale Giovanni 6:63: "Lo spirito è quel che vivifica, la carne non giova nulla; le parole che io vi ragiono sono spirito e vita".
La Santa Cena, impartisce realmente delle meravigliose benedizioni a coloro che partecipano con la giusta attitudine spirituale. Se il pane e il vino sono simboli del corpo e del sangue di Cristo, il fatto di mangiare il pane e di bere il vino diventa un atto simbolico significante la partecipazione ai benefici dell'espiazione di Cristo, partecipazione ottenuta attraverso la comunione stabilitasi tra il salvato e il Salvatore. Il pane della Santa Cena è l'immagine del sostentamento dell'esistenza spirituale. Il vino è un'immagine del sangue, che è la vita. Il pane e il vino simbolizzano così la pienezza della vita che Cristo comunica ai suoi discepoli.
CHE COSA È LA SANTA CENA?

Il nostro Signore Gesù Cristo, alla vigilia della sua crocifissione, dopo aver lavato i piedi ai suoi discepoli, istituì il sacramento della Santa Cena, conosciuto anche con i nomi di "comunione", "mensa del Signore", "sacramento", "eucaristia" (che significa: "azione di grazie").
Una commemorazione Luca 22:17-20: "E, preso un calice, rese grazie e disse: "Prendete questo e distribuitelo fra di voi; perché io vi dico che ormai non berrò più del frutto della vigna, finché sia venuto il regno di Dio". Poi prese del pane, rese grazie e lo ruppe, e lo diede loro dicendo: "Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me". Allo stesso modo, dopo aver cenato, diede loro il calice dicendo: "Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue, che è versato per voi".
La Santa Cena sarebbe servita a ricordare quello che Gesù aveva fatto Matteo 26:26-30: "Mentre mangiavano, Gesù prese del pane e, dopo aver detto la benedizione, lo ruppe e lo diede ai suoi discepoli dicendo: "Prendete, mangiate, questo è il mio corpo". Poi, preso un calice e rese grazie, lo diede loro, dicendo: "Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue, il sangue del patto, il quale è sparso per molti per il perdono dei peccati. Vi dico che da ora in poi non berrò più di questo frutto della vigna, fino al giorno che lo berrò nuovo con voi nel regno del Padre mio". Dopo che ebbero cantato l'inno, uscirono per andare al monte degli Ulivi".
Prima che il popolo di Israele attraversasse il Mar Rosso (Pasqua significa passaggio), prima che passasse l'angelo che doveva sterminare i primogeniti egiziani risparmiando i figli di Israele, il Signore lo istruì circa l'istituzione della Pasqua. All'Esodo Dio libera e crea il suo popolo. La celebrazione di quest'evento diventa al contempo la commemorazione della liberazione dalla schiavitù d'Egitto e la prefigurazione della futura liberazione che il Cristo avrebbe compiuto sulla croce. Così come quei due eventi (il passaggio dell'angelo e la traversata del Mar Rosso) sono ricordati, e non ripetuti, con la celebrazione della Pasqua. La morte e la risurrezione di Gesù Cristo sono commemorati con la Santa Cena. Attraverso la celebrazione di questo gesto, noi non ripetiamo il sacrificio di Cristo, lo ricordiamo. Qui sta il significato della Cena! Essa tramite un "gesto" commemora la salvezza 1Corinzi 11:23-26: "Poiché ho ricevuto dal Signore quello che anche v'ho trasmesso; cioè, che il Signor Gesù, nella notte che fu tradito, prese del pane; e, dopo aver rese grazie, lo ruppe e disse: Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me. Poiché ogni volta che voi mangiate questo pane e bevete di questo calice, voi annunziate la morte del Signore, finch'egli venga".
Comprendere questo aspetto è estremamente importante; Paolo dice che ogni volta che mangiate di questo pane e bevete di questo calice, voi "annunziate la morte del Signore". Non dice voi "ripetete". È un annuncio con "un gesto": mangiare e bere i simboli del suo corpo e del suo sangue. È rinnovare il ricordo, è annunciarci salvezza e ricreare la presenza spirituale del Cristo.
UN GESTO DI COMUNIONE CON CRISTO
1Corinzi 10:14-17:
"Perciò, cari miei, fuggite l'idolatria. Io parlo come a persone intelligenti; giudicate voi di quello che dico. Il calice della benedizione che noi benediciamo, non è egli la comunione col sangue di Cristo?"
È il più alto momento di comunione con Cristo: un momento solenne!
UN GESTO DI COMUNIONE CON LA CHIESA
1Corinzi 10:14-17:
"Il calice della benedizione che noi benediciamo, non è egli la comunione col sangue di Cristo? Il pane, che noi rompiamo, non è egli la comunione col corpo di Cristo? Siccome v'è un unico pane, noi, che siamo molti, siamo un corpo unico, perché partecipiamo tutti a quell'unico pane".
La Chiesa è un corpo e in quanto tale deve essere legato in modo perfetto. La Santa Cena ci ricorda che ogni fratello deve avere comunione con il corpo di Cristo. È importante considerare che "tutti" ne mangiarono e "tutti ne bevvero" Marco 14:22-26: "Mentre mangiavano, Gesù prese del pane; detta la benedizione, lo spezzò, lo diede loro e disse: "Prendete, questo è il mio corpo". Poi, preso un calice e rese grazie, lo diede loro, e tutti ne bevvero. Poi Gesù disse: "Questo è il mio sangue, il sangue del patto, che è sparso per molti. In verità vi dico che non berrò più del frutto della vigna fino al giorno che lo berrò nuovo nel regno di Dio". Dopo che ebbero cantato gli inni, uscirono per andare al monte degli Ulivi".
Per festeggiare la Pasqua si riuniva la famiglia, per celebrare Gesù si riunisce la famiglia spirituale: nell'armonia, nella pace, nell'intimità, nell'amore, nella comunità fraterna. Non vi sia nessun disturbo nella famiglia di Dio Efesini 2:19: "Così dunque non siete più né stranieri né ospiti; ma siete concittadini dei santi e membri della famiglia di Dio".
Il pane che si spezza, cui tutti partecipano, fa partecipare assieme allo "stesso corpo". Compiere un gesto da solo ha una valenza, un significato; farlo assieme, è diverso, ha un significato ben più profondo, di fraterna comunione, aggrega, rende partecipi. Il messaggio del Vangelo non è un messaggio rituale, ma spirituale, affettivo e fisico. È un messaggio che si rivolge alla persona umana nella sua totalità. Esso chiama in causa il corpo, la mente e lo spirito dell'uomo: i gesti aiutano e servono per comprendere delle lezioni e dei valori molto meglio che le espressioni verbali. Lo si fa assieme, c'è la comunione dei fratelli. Il significato profondo è quello di ricordare insieme come Chiesa che cosa Gesù ha compiuto per la nostra salvezza per viverlo più profondamente nell'esperienza personale e comunitaria. Ricordare e rivivere assieme.
È sempre utile vivere una vita di comunione del Signore, allora saremo tutti ispirati e predisposti a celebrare la Cena del Signore non come una festa pubblica alla quale occorrono credenti da tutte le chiese circonvicine creando certamente una preziosa occasione di incontro che però non è aderente al carattere stesso della riunione, "come una festa intima," che ogni comunità locale fa con Cristo Gesù il Signore, il quale ripete ai Suoi discepoli "in privato" Luca 22:15: "Quando giunse l'ora, egli si mise a tavola, e gli apostoli con lui. Egli disse loro: "Ho vivamente desiderato di mangiare questa Pasqua con voi, prima di soffrire".
UN RICORDARE CHE GESÙ TORNA
1Corinzi 11:26:
"Poiché ogni volta che voi mangiate questo pane e bevete di questo calice, voi annunziate la morte del Signore, finch'egli venga".
La Santa Cena è un annuncio alla preparazione per un grande avvenimento, quello che realizza le speranze più profonde di ogni figlio di Dio: il ritorno di Gesù Cristo. La Santa Cena, dunque, ha anche un carattere escatologico ed è il segno col quale il Signore ha lasciato ai discepoli l'impressione più consolante Matteo 26:29: "Io vi dico che d'ora in poi non berrò più di questo frutto della vigna, fino al giorno che lo berrò nuovo con voi nel regno del Padre mio".
E l'apostolo Paolo dice, in 1Corinzi 11:26: "Poiché ogni volta che voi mangiate questo pane e bevete di questo calice, voi annunziate la morte del Signore, finch'egli venga".
Ecco dunque le tre cose chiaramente ricordate, realizzate e annunciate nel Sacramento della Santa Cena
- In relazione al passato esso ci mostra il riscatto della Chiesa operato dal sacrificio espiatorio di Gesù Cristo, sulla croce del Calvario;
- In relazione al presente esso è intima comunione con Cristo e la Comunità.
- In relazione al futuro esso è annuncio della felicità eterna della Chiesa, al ritorno di Gesù Cristo.
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