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Opinioni a confronto

di Matteo Angeloro

Credo che in questi giorni, carichi di tensione, di incertezze e di paura a causa di un imminente conflitto bellico, la gente abbia bisogno di sicurezza e di speranza. Alla prospettiva di sentire i rombi degli aerei da caccia, i carri armati e le bombe, c’è chi fa sentire la propria voce urlando, giustamente, parole come: pace, giustizia e speranza. I capi religiosi s’impegnano ad usare parole di circostanza, per rassicurare e dare sollievo morale e psicologico alle persone. Certo, gli uomini oggi hanno bisogno di speranza sulla quale poter fondare non solo il presente, ma soprattutto il futuro, un futuro sempre più inquietante. Ebbene si! L’uomo ha bisogno di una base solida, dei punti fermi ai quali mirare, ed una speranza certa del domani. Ma cosa significa la parola “speranza”? E in chi gli uomini devono sperare per avere la pace, la serenità,la sicurezza ecc …? Se vogliamo scoprire il vero  significato di questa parola, è opportuno andare alla Parola di Dio. Infatti spesso si usa il termine “speranza” senza rendersi conto del ricco significato che esso racchiude. Speranza è attesa, piena fiducia rivolta ad un bene o ad un evento concreto e desiderato, ma ancora futuro.   “ … Beato colui che ha per aiuto Dio  e la cui     speranza è nel SIGNORE, suo Dio, (Salmi 146:5).     Questa realtà ha sempre distinto il vero popolo di Dio, tra gli altri popoli. Di conseguenza la speranza biblica è certezza, sicurezza e non un sentimento vago e incerto. È senz’altro una verità incomprensibile per chi vive lontano da Dio. La speranza che si fonda sulla fede, invece, permette al credente di avere fiducia nel Signore anche quando sembra che sia lontano e in tutti i momenti di difficoltà nei quali può trovarsi. La speranza, è la fede biblica, cari amici  ” ... è  la  certezza di cose che si sperano, dimostrazione di realtà che non si vedono. (Ebrei 11:1 ). La speranza di chi crede in Dio, non si basa sui sentimenti umani, perché essi cambiano, piuttosto sulle esperienze e le azioni passate di Dio. Esse sono la garanzia che egli mantiene le promesse, alle quali non potrà mai venire meno, perché Dio garantisce la fedeltà alla Sua Parola col Suo patto d’amore, che è concesso secondo il grado di speranza che l’individuo pone in lui. La mano di Dio è sostegno, rifugio, sicurezza, protezione per chi lo teme e lo ama. Così come per un bambino è una consolazione immensa potersi rifugiare tra le braccia di suo padre. La stessa cosa avviene al credente che conosce Dio come Padre celeste. Sa per esperienza che Egli si prende cura di lui in ogni circostanza della vita. La “speranza” biblica, ci aiuta a superare tutti i timori della vita terrena: disagi, paure del futuro, povertà, guerre, carestie, disagi sociali, perché è la ferma certezza dell’attesa della salvezza di Dio. È Lui il Sovrano onnipotente, nelle Sue mani sono il tempo, la storia, nonché la sua  realizzazione. La speranza in Dio non ti permette di stare “al centro del tuo mondo”, ma è Cristo-centrica e la tua vita acquista così un significato molto più ricco. Sulla croce e nella resurrezione di Gesù si è realizzato il “giorno della salvezza” e si è adempiuta la “Speranza” promessa. Chi crede nell’opera di Cristo vive dunque nella gioia di essere una nuova creatura e di ciò che egli sperimenterà dopo la morte: alla eterna presenza del Signore. Nel paganesimo e nelle religioni non esiste una “speranza” che consoli e che liberi dal timore della morte. Ma la Bibbia dice.  “… O morte, dov'è la tua vittoria?  O morte, dov'è la tua forza ...”?    ( I Corinzi 15:55 )  

 
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