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La Bibbia insegna su...

Le Sacre Scritture formano il libro più notevole che il mondo abbia mai avuto. Esse sono molto antiche. Tramandano eventi del più profondo interesse. La storia della loro influenza è la storia della civiltà.I più saggi e i migliori dell'umanità hanno testimoniato della loro potenza come strumento di illuminazionee di santità; le Scritture sono state preparate da uomini che hanno parlato da parte di Dio perchè sospinti dallo Spirito Santo "per rivelare" il solo vero Dioe Colui che Egli mandò, cioè Gesù Cristo; esse hanno su questa base una forte premessa per ottenere una nostra attenta e riverente considerazione.

A. La canonicità delle Scritture

Per canonicità delle Sacre Scritture si intende che, secondo regole stabilite e positive, i libri inclusi in esse sono considerati come parti di una completa e divina rivelazione che è perciò autorevole e vincolata in relazione sia alla fede che alla pratica.
La parola <canone> è di origine cristiana; essa deriva dalla parola greca <Kanon> che fu probabilmente presa a prestito dalla parola ebraica <Kanen> che significa canna o asta per misurare; di conseguenza: modello o regola. Successivamente venne a significare una norma di fede ed eventualmente un catalogo o lista (Galati 6:16)
" Si dovrebbe tuttavia comprendere che la canonizzazione di un libro non significa che la nazione ebrea in un caso, o la Chiesa Cristiana nell'altro, abbia dato a quel libro la sua autorità; ma piuttosto che la sua autorità, essendo già stabilita su altre basi sufficienti, fu di conseguenza riconosciuta come appartenente naturalmente al Canone, e come tale dichiarata accettabile " (Gray).
" E' riconosciuto che ognuno dei libri canonici possiede una qua-' lità che determinò la sua accettazione. Esso fu accettato perché in primo luogo si comprese che era d'origine divina ". Canonizzare un libro implicava: (1) Il riconoscimento che i suoi insegnamenti erano, in un modo affatto unico, divini. (2) L'attribuzione ad esso dì un'autorità da parte di una comunità o dei suoi capi (Angus-Green).
II. - LE PROVE DELLA CANONICITA'

Le Scritture non richiedono credulità cieca da parte di quelli che si avvicinano ad esse per studiarle, ma una fede intelligente che riposa sula base di fatti credibili.

l. Il canone del Vecchio Testamento

" Il Vecchio Testamento non contiene nessun racconto della canonizzazione di qualche libro o di collezioni di libri, ma dappertutto riconosce i libri come aventi autorità canonica ".
(d) Giosuè obbligò a leggerla.
Giosuè 1: 8 - «Questo libro della legge non si diparta mai dalla tua bocca, ma meditalo giorno e notte, avendo cura di mettere in pratica tutto ciò che v'è scritto; poiché allora riuscirai in tutte le tue imprese, allora prospererai ».

(e) Era la base secondo cui Dio giudicava i re.
1 Re 11:38 - « E se tu ubbidisci a tutto quello che ti comanderò, e cammini nelle mie vie, e fai ciò ch'è giusto agli occhi miei, osservando le mie leggi e i miei comandamenti, come fece Davide mio servo, io sarò con te, ti edificherò una casa stabile, come ne edificai una a Davide, e ti darò Israele ».

(f) La cattività di Giuda e di Israele fu causata dalla disubbidienza ad essa.
Neh. 1:7-9 - « Noi ci siam. condotti malvagiamente contro di te, e non abbiamo osservato i comandamenti, le leggi e le prescrizioni che tu desti a Mosè, tuo servo. Deh, ricordati della parola che ordinasti a Mosè, tuo servo, di pronunziare: - Se sarete infedeli, io vi disperderò fra i popoli; ma se tornerete a me e osserverete i miei comandamenti e li metterete in pratica, quand'anche i vostri dispersi fossero agli estremi confini del mondo, io di là li raccoglierò; e li ricondurrò al luogo che ho scelto per farne la dimora del mio nome ».

(g) Fu riconosciuta dai reduci dalla cattività.
Esdra 3:2 - « Allora Jeshua, figliuolo di Jotsadak, coi suoi fratelli sacerdoti, e Zorobabel, figliuolo di Scealtiel, coi suoi fratelli, si levarono e costruirono l'altare dell'Iddio d'Israele, per offrirvi sopra degli olocausti, com'è scritto nella legge di Mosè, uomo di Dio ».

(2)   1 Profeti.


a.   Accettazione attestata dal fatto che gli scritti dei profeti sono posti sullo stesso piano della legge.


« I profeti sottolinearono l'importanza della legge (Is. 1: 10), ma considerarono le loro parole ugualmente autorevoli. La disubbidienza ai profeti era ugualmente passibile di punizione (2 Re 17:13) » (Raven).
" Ogni teoria che considera la canonizzazione del Vecchio Testamento come il lavoro di qualcuno, è falsa. L'autorità di canonizzare ed il riconoscere una canonizzazione sono due cose distinte. Che la decisione delle persone non fu la causa della canonizzazione è provato da tre considerazioni.
    l. L'autorità in quei tempi non era concepita come venente dagli uomini, ma da Dio. La teoria critica vorrebbe sforzarsi d'immettere nei tempi antichi i principi della civiltà moderna. I libri dovevano aver posseduto autorità canonica prima che fossero riconosciuti da Israele, altrimenti non li avrebbe riconosciuti. Essi erano canonici perché divinamente ispirati e possedevano la divina autorità dalla loro prima promulgazione.
   2. I due racconti della cosiddetta canonizzazione non sono realmente canonizzazioni. La così chiamata canonizzazione del libro del Deuteronomio ai tempi di Giosia non è del tutto una canonizzazione. Il libro era riconosciuto già come autorevole da tutti quelli che lo leggevano. Hilkia disse a Shafan: "Ho trovato nella casa dell'Eterno il libro della legge " (2 Re 22:8). Shafan lesse il libro davanti al re Giosia. Il re immediatamente strappò i suoi abiti e comandò che l'Eterno fosse consultato circa le parole del libro, dicendo: " Grande è l'ira dell'Eterno che s'è accesa contro di noi, perché i nostri padri non hanno ubbidito alle parole di'questo libro e non hanno messo in pratica tutto quello che in esso ci è prescritto ». Giosia riuni tutte le genti insieme e lesse loro il libro (2 Re 23A, 2).
Similmente il racconto contenuto in Nehemia 8 non parla della canonizzazione di un libro. Esdra evidentemente considerava il libro come già canonico o non si sarebbe preso tanta pena di leggerlo in una solenne assemblea di popolo. Il popolo ebbe la sua stessa idea perché domandò a Esdra di leggerlo (Neh. 8: 1-3): « E com'ebbe aperto il libro tutto il popolo s'alzò in piedi » come per provare questa autorità. La loro accettazione non era niente di più che il riconoscimento d'una autorità già esistente. La lettura era per l'istruzione del popolo.
  3. Non c'è menzione nel Vecchio Testamento della formale accettazione da parte del popolo di alcuno dei libri della seconda o della terza divisione del canone. Nello stesso tempo però questi libri erano evidentemente considerati canonici. Se l'accettazione da parte del popolo o l'ufficiale riconoscimento degli scribi avessero reso canonici i libri, il ricordo di questo atto avrebbe una parte importante per ogni libro o almeno per ogni divisione del canone. Nulla di simile viene riportato. La spiegazione ovvia è che i libri erano riconosciuti come canonici dal principio » (Raven).
Le Scritture del Vecchio Testamento sono chiamate, fra l'altro, « La Legge ed i Profeti » (Matt. 22:40; Atti 13:15; Rom. 3:21).

(1) La legge.


a. Accettazione attestata dal posto assegnato ad essa nel tempio.

(a) Le tavole della Legge conservate nell'arca del'patto.
Deuter. 10:5 - « Allora mi volsi e scesi dal monte; misi le tavole nell'arca che avevo fatta, e quivi stanno, come l'Eterno mi aveva ordinato ».
(b) Il libro della Legge tenuto dai leviti a lato dell'arca.
Deuter. 31:24-26 - « E quando Mosè ebbe finito di scrivere in un libro tutte quante le parole di questa legge, diede quest'ordine ai Leviti che portavano l'arca del patto dell'Eterno: " Prendete questo libro della legge e mettetelo allato all'arca del patto dell'Eterno ch'è il vostro Dio; e quivi rimanga come testimonio contro di te "
Le Scritture trovate nel tempio ai giorni di Giosia.
2 Re. 22:8 - « Allora il sommo sacerdote Hilkia disse a Shafan, il segretario: " Ho trovato nella casa dell'Eterno il libro della legge
E Hilkia diede il libro a Shafan, che lo lesse ».

b. Accettazione attestata dal fatto che era riconosciuta come autorità.


(a)   La legge doveva essere letta in presenza del popolo ogni sette anni.
Deuter. 31:10-3 - « Mosè diede loro quest'ordine: " Alla fine d'ogni settennio, al tempo dell'anno di remissione, alla festa delle Capanne, quando tutto~ Israele verrà a presentarsi davanti all'Eterno, al tuo Dio, nel luogo ch'egli avrà scelto, leggerai questa legge dinanzi a tutto Israele, in guisa ch'egli l'oda. Radunerai il popolo, uomini, donne, bambini, con lo straniero che sarà entro le tue porte, affinché odano, imparino a temere l'Eterno, il vostro Dio, e abbiano cura di mettere in pratica tutte le parole di questa legge. E i loro figliuoli, che non ne avranno ancora avuto conoscenza, l'udranno e impareranno a temer l'Eterno, il vostro Dio, tutto il tempo che vivrete nel paesedel quale voi andate a prender possesso, passando il Giordano " ».

(b)   Si imponeva al popolo l'obbedienza ad essa.
2 Cron. 17:9 - « Ed essi insegnarono in Giuda, avendo seco il libro della legge dell'Eterno; percorsero tutte le città di Giuda, e istruirono il popolo ».

(c)   Il re doveva averne una copia con la q uale regolare le sue decisioni.
Deuter. 17:18-20 - « E quando s'insedierà sul trono reale, scriverà per suo uso in un libro, una copia di questa legge secondo l'esemplare dei sacerdoti levitici. E terrà il libro presso di sé, e vi leggerà dentro tutti i giorni della sua vita, per imparare a temere l'Eterno, il suo Dio, a mettere diligentemente in pratica tutte le parole di questa legge e tutte queste prescrizioni, affinché il cuor suo non si elevi al disopra de' suoi fratelli, ed egli non devii da questi comandamenti né a destra né a sinistra, e prolunghi così i suoi giorni nel suo regno, egli coi suoi figliuoli, in mezzo ad Israele ».

b.   Accettazione dimostrata dal riferimento di Daniele alle parole profetiche conservate nei libri.

Dan. 9:2 - « Il primo anno del suo regno, io, Daniele, meditando sui libri, vidi che il numero degli anni di cui l'Eterno avea parlato al profeta Geremia, e durante i quali Gerusalemme dovea essere in ruine, era settant'anni ».

(3) Prova supplementare fornita dal Nuovo Testamento.


a. Cristo si riferii alle Scritture come esistenti e autorevoli.
Matt. 22:29 - « Ma Gesù rispondendo, disse loro: Voi errate, perché non conoscete le Scritture, né la potenza di Dio ».
Cfr. Giov. 5:39; 10:35.
b.   Gli apostoli si riferirono alle Scritture, considerandole divine e aventi autorità assoluta.

2 Tim. 3:16 - « Ogni Scrittura è ispirata da Dio e utile ad insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia ».
Cfr. 2 Pietro 1:20-21.

2. Il canone del Nuovo Testamento.


(1) Esso è composto di libri scritti da Apostoli o riconosciuti nell'età apostolica come aventi origine divina.

Giov. 16:12-15 - « Molte cose ho ancora da dirvi; ma non son per ora alla vostra portata; ma quando sia venuto lui, lo Spirito& della verità, egli vi guiderà in tutta la verità, perché non parlerà di suo, ma dirà tutto quello che avrà udito, e vi annunzierà le cose a venire. Egli mi glorificherà perché prenderà del mio e ve l'annunzierà. Tutte le cose che ha il Padre, son mie; per questo ho detto che prenderà del mio e ve l'annunzierà ». Cfr. 2 Pietro 3:15-16.

(2) E' composto di libri che si reggono su un piano di autorità non condivisa da nessun altro libro.

1 Tess. 2:13 - « E per questa ragione anche noi rendiamo del continuo grazie a Dio: perché quando riceveste da noi la parola della predicazione, cioè la parola di Dio, voi l'accettaste non come parola d'uomini, ma, quale essa è veramente, come parola di Dio, la quale opera efficacemente in voi che credete ».

(3) E' composto di libri che mettono in evidenza la loro origine divina.


Col. 1: 1-2 - « Paolo, apostolo di Cristo Gesù per volontà di Dio, e il fratello Timoteo, ai santi e fedeli fratelli in Cristo che sono in Colosse, grazie a voi e pace da Dio nostro Padre ». Cfr. Rom. 1: 1, 7.

(4) E' composto di libri sottoscritti ed approvati universalmente e consapevolmente dai cristiani.

(5) E' composto di libri che furono scelti come veri, a differenza di quelli riconosciuti come falsi, dalla chiesa per mezzo di quel divino discernimento spirituale che le fu dato per tale scopo.


« Passò parecchio tempo dall'ascensione del nostro Signore prima che qualcuno dei libri contenuti nel Canone del Nuovo Testamento fosse effettivamente scritto.
« La prima e più importante opera degli Apostoli fu quella di rendere una testimonianza personale dei principali fatti della storia del Vangelo. Il loro insegnamento fu dapprima orale, ma col passar del tempo molti tentarono di mettere per iscritto questo vangelo orale. Finché gli Apostoli erano in vita, la necessità di una registrazione scritta delle parole e delle azioni del nostro Signore non era sentita. Quando venne per loro il tempo di abbandonare questa terra, diventò estremamente importante lasciare delle narrazioni autorevoli. Così nacquero i Vangeli.
  « I fondatori delle chiese desideravano comunicare con i loro convertiti, per dare consigli ed avvertimenti, per rimproverare o per insegnare, ma spesso erano nell'impossibRità di visitarli personalmente. Cosi nacquero le Epistole. La persecuzione Ai Diocleziano (302 d.C.) mise in luce la questione della letteratura sacra nella chiesa. I persecutori esigevano che le Scritture fossero abbandonate. 1 Cristiani si rifiutavano di farlo. Di conseguenza la questione divenne urgente. Quali libri sono Apostolici? La risposta è data dal Nuovo Testamento. Accurati e deliberati esami dimostrarono quali libri fossero autentici e quali falsi. Così sorse il Canone del Nuovo Testamento » (Evans).
Definizione dottrinale: 1 libri del Vecchio e del Nuovo Testamento, quali noi li abbiamo oggi, sono stati accettati dalla Chiesa nell'era Cristiana, come contenenti la completa rivelazione di Dio e come scritti dagli autori umani ai quali sono attribuiti.

B. L'ATTENDIBILITA' ED ESATTEZZA DELLE SCRITTURE.


I. - LORO SIGNIFICATO
.
Per attendibilità delle Scritture s'intende che ciò che esse tramandono è vero e deve essere considerato degno di fede come attestazione di fatti reali. Il carattere canonico delle Scritture, comprendente l'autenticità delle attribuzioni ai vari autori, è stato cosi dimostrato, ma la questione della loro veridicità resta ancora da essere definita. Un libro può essere autentico per quanto riguarda la sua origine e tuttavia il suo contenuto potrebbe non essere ereJibile e vero. Per esempio, fra le opere di fantasia, possiamo segnalare quelle di Dickens, di Shakespeare e di Stevenson le quali sono indiscutibilmente autentiche.
Nessuna persona intelligente tuttavia tenterebbe di stabilire la credibilità delle loro narrazioni. Esse sono universalmente riconosciute come invenzioni. E' questo il caso della Bibbia, oppure essa) è tanto autentica quanto vera?

II. - LE PROVE DELLA ATTENDIBILITA' DELLE SCRITTURE.


La veridicità di ogni dichiarazione può essere messa alla prova confrontandola con i fatti, se tali fatti sono esistenti. La veridicità delle affermazioni scritturali è corroborata dai fatti rivelati, dalle ricerche scientifiche e dalle ricerche storiche.

I. L'attendibilità negativamente provata.


(1) Le Scritture non contraddicono nessuna opinione scientifica sicuramente provata.


Quando giustamente interpretate, le loro dichiarazioni armonizzano con tutti i fatti noti concernenti la costituzione fisica dell'universo e il mistero dei mondi planetari e stellari; con la formazione dell'uomo, con la sua complessa natura e il suo essere; con la creazione degli animali e dei loro vari ordini, delle piante e del mistero della vita vegetale, della costituzione della terra e delle sue forme e forze materiali.
Il dubbio spesso sollevato è quello riguardante l'esattezza scien.. tifica delle affermazioni bibliche; qualche volta si è disposti a dire che la Bibbia non è un libro scientifico. Se è vero che la Bibbia non si pone come oggetto di studio il problema della scienza ma è piuttosto una storia della redenzione, tuttavia essa include nel suo disegno ogni campo della scienza. Di conseguenza in tutte le sue dichiarazioni essa deve parlare e parla con precisione.

(2) Le scritture non contraddicono le conclusioni filosofiche generalmente sostenute e riguardanti i fatti dell'universo.


La Bibbia rifiuta decisamente e si oppone a una quantità di false concezioni filosofiche del mondo, quali l'ateismo, il politeismo, il materialismo, il panteismo e l'eternità della materia (Genesi LI), ma non è affatto in contrasto con quelle vedute che sono provate come scientificamente buone e sane.

2. L'attendibilità positivamente provata.


(1) Esattezza tonografica e geografica.


Le scoperte archeologiche provano che la gente, i luoghi e gli avvenimenti menzionati nelle Scritture si trovano proprio dove le Scritture li pongono e la loro posizione e le loro circostanze geografiche corrispondono esattamente a quelle descritte nella Bibbia.
Il Dr. Kyle dice che i viaggiatori non avrebbero bisogno di altra guida oltre la Bibbia per seguire, secondo il tracciato dell'Esodo, la costa del Mar Rosso la cui topografia corrisponde esattamente a quella ricavabile dall'esposizione biblica.
« Sir William Ramsay, il quale iniziò le sue esplorazioni in Asia Minore perché dubitava della storicità degli Atti, testimonia della sorprendente esattezza sui punti geografici e sulla conoscenza delle condizioni politiche; sulo una persona vivente in quel tempo e presente sul luogo avrebbe potuto conoscerle. Egli fu così impressionato da questi fatti che diventò un ardente e appassionato difensore della storicità degli Atti » (Hamilton).

(2) Esattezza etnologica e razziale.

E' stato dimostrato che tutte le dichiarazioni delle Scritture concernenti le razze di cui esse trattano, sono in armonia con gli elementi etnologici rilevati dall'archeologia.
c E' ormai ben dimostrato dalle ricerche archeologiche, che dovunque qualche popolo è citato nelle Scritture, o qualche dichiarazione è fatta circa la sua affinità, l'origine, i costumi, le sue condizioni sociali e politiche, o qualsiasi altro fatto o circostanza che lo riguardi, queste dichiarazioni possono essere considerate vere ed esatte così come sono rivelate dall'archeologia. Quindi la sola teoria che uno storico possa prendere sul serio nei confronti di simili fatti è che l'autore delle tavole delle nazioni in Genesi 10, deve avere avuto davanti a lui fonti originali di primo grado quando scrisse queste parole » (Hamilton).

(3) Esattezza cronologica.


La perfetta corrispondenza alla realtà delle descrizioni di popoli, dei luoghi, degli eventi e del periodo in cui gli eventi stessi si sono verificati è corroborata dalla cronologia siriana e dai fatti riváàti dall'archeologia.

La Bibbia ha un reale sistema nel quale il periodo al quale gli avvenimenti si riferiscono si dimostra corretto; l'ordine degli eventi descritti è quello in cui sono avvenuti e le circostanze che li accompagnarono sono regolate e disposte con esattezza. I primi elementi di una storia degna di fede si trovano nei documenti biblici. I luoghi in cui si afferma che ì fatti sono avvenuti sono accuratamente precisati, i popoli che la Bibbia afferma essere stati in un luogo o in un altro vi sono stati realmente e il tempo dei fatti registrati è proprio quello in cui sono accaduti. Questo fornisce la struttura per tutto l'insieme della storia dell'Antico Testamento.

(4) Esattezza storica.


I nomi ed i titoli di re registrati nelle Scritture sono in accordo perfetto con quanto le scoperte archeologiche hanno rivelato intorno a tali personaggi.

Il Dr. R. D. Wilson, professore di lingua semitica, afferma che i nomi dei 41 re menzionati nel Vecchio Testamento dal tempo di Abramo alla fine del periodo dell'Antico Testamento stesso si trovano anche in documenti contemporanei ed in iscrizioni compilate in quel tempo, e generalmente sotto la direzione di quegli` stessi re, n~1_fà loro propria lingua.

(5)   Esattezza canonica.


Il fatto che i libri inclusi nelle Scritture attuali siano stati accettati dalla chiesa in piena era cristiana dà la prova della loro attendibilità.

a.   Concordanza tra le varie copie stampate del Vecchio e del Nuovo Testamento datate 1488 e 1516 d. C. con le odierne copie stampate delle Scritture.


« Queste copie, confrontate con le copie delle Scritture che noi abbiamo oggi, in generale concordano, e questo dimostra che il Vecchio ed il Nuovo Testamento, nella forma in cui li abbiamo ora, sono esistiti 400 anni fa » (Evans).

b.   Il testo sacro è stato accettato sulla testimonianza di 2000 manoscritti biblici in possesso di studiosi del XVI secolo, in confronto ad altri scritti profani accettati sufla testimonianza di dieci o venti altre copie.


< Al tempo in cui queste Bibbie furono stampate, più di 2000 manoscritti erano in possesso di un certo studioso. Kennicott ne collezionò 630, e De Rossi altri 743 per l'edizione critica della ibbia ebraica. Più di 600 furono raccolti per l'edizione del Testamento Greco. Questa era certamente una quantità sufficiente per stabilire la genuinità e la autenticità del testo sacro. Questi confronti hanno avuto lo scopo di ridare al testo la sua originale purezza, ed anche di dare a noi la certezza e la protezione contro future eventuali corruzioni.
< La maggior parte di questi manoscritti fu scritta tra il 1000 e il 1500 d.C. Alcuni addirittura risalgono all'VIII e al IX secolo. Pochi altri risalgono al IV secolo. Che essi non siano stati scritti prima del IV secolo è senza dubbio spiegato dal fatto che nell'anno 302 d.C. Diocleziano ordinò l'intera distruzione dei libri sacri » (Evans).

e.   Le quattro Bibbie più antiche datate fra il 300 e il 400 d.c. e scritte in differenti parti del mondo cotemporaneamente e contenenti le Scritture quali noi le abbiamo oggi, ne sono un'altra prova.


Definizione dottrinale: La verità delle Scritture è stata pienamente messa alla prova per mezzo di confronti con altri documenti profani e con fatti reali rivelati da ricerche scientifiche.

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