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La Bibbia non dice così !

Con gli abusi e i compromessi della chiesa medievale, l’Europa è stata protagonista di una storia oscura, violenta e piena di inganni.

Le domande di fondo sono:

      La chiesa ecumenica del futuro tornerà ad essere l’artefice di un nuovo impero? Avrà  quella egemonia sulla politica, sugli eserciti di molte nazioni come durante il medioevo? Riguadagnerà il prestigio perduto  in campo economico e politico? L'intolleranza medioevale si ripeterà nel nostro tempo?

       Una cosa è certa, il suo riaffermarsi sta promuovendo una spiritualità ambigua e sempre più lontana dal Vangelo originale. A dominare l’Europa degli ultimi secoli è stato il relativismo, in particolare quello predicato dai filosofi tedeschi Fredrich, Nietzsche (1844-1900), i quali diffondevano la convinzione che (il Dio della Bibbia è morto per sempre.)  Una filosofia che un secolo dopo ebbe discepoli come Adolf Hitler e che, coniata con il nome di Esistenzialismo, ha continuato ad avere effetti sconvolgenti nella cultura europea, fino ai nostri tempi. «L'uorno è solo nell'universo», diceva Nietzsche, «ed egli deve crearsi le proprie regole di vita, forgiare il significato della propria esistenza nell'universo e abbandonare la credenza in un Dio realmente esistente.» Il mondo attuale vive ancora nella confusione di quella filosofia. Molte chiese, invece di rigettarla e sostenere invece gli insegnamenti biblici come fonte di valori assoluti ed intramontabili, continuano a predicare nel nome di Dio, ma, nel timore di perdere adepti e possedimenti, hanno rinnegato molto della  rivelazione di Dio, la Bibbia. “La nostra fede”, afferma mons. Fisichella, “non è la religione del libro [la Bibbia]: la nostra fede è la religione della parola, e la Scrittura non è tutta in essa. Noi viviamo di tradizione ... che manteniamo viva nelle varie culture .…” (L'Eco di Bergamo, 23 Aprile 2002, Convegno sulla Multiculturalità.) In altre parole, come se essi avessero l’autorità divina di trasmettere ai fedeli una parola “più ampia”, “diversa” da quella già rivelata nella Bibbia. Non c'è da meravigliarsi più di tanto. La storia dimostra che la predisposizione della chiesa imperiale a questo approccio opportunistico, di convivere con le tradizioni pagane anziché trasmettere al mondo la verità biblica, fu legalizzato con il primo Concilio di Nicea, nel 325 d.C. Per ammissione dei loro artefici, e per loro stessa natura, i Concili ecumenici tendono a non costruire esclusivamente sugli insegnamenti degli Apostoli e dei santi Profeti della Bibbia (Efesini 2.20), ma anche su idee contrastanti di persone che hanno la presunzione di ritenersi più santi dei profeti e degli apostoli.  Dove ci porterà l’ecumenismo se non verso una rinascita della chiesa imperiale.  

L'Europa ricadrà nel baratro della repressione spirituale. Gli ecumenici stanno infatti perdendo la straordinaria opportunità di correggere realmente gli errori e le ingiustizie passate. Perché a nulla serve il chiedere perdono, se si continua a perpetuare dottrine idolatre, e ambigue, senza trascurare  il sincretismo che ha fatto trucidare tanta gente innocente. L'ecumenismo continua a rigettare gran parte della Bibbia, sia come fonte definitiva di valori morali assoluti e intramontabili, sia come unica autorità suprema e legittima per l'identificazione del vero Cristianesimo, sia come rivelazione dell'unica via che conduce alla vita eterna. Ancora una volta, Mette quest'ultimi al posto di Dio. L'ecumenismo sostituisce la “Parola di Dio” con quella dei suoi leader umani.

Gli ecumenici hanno arbitrariamente stabilito una loro propria definizione di cristianesimo. Secondo loro, possono definirsi cristiani soltanto coloro che appartengono o s'ispirano al cattolicesimo, alla chiesa ortodossa, al protestantesimo, all'anglicanesimo, (Supplemento a La Domenica, n. 3- 2001). Paradossalmente, essi chiamano "sette" tutte le altre. Ci si domanda che cosa farebbero gli ecumenici ai fedeli praticanti della Bibbia, se essi riuscissero a riesercitare pienamente l'antico potere politico e militare? Non è questo lo stesso spirito che spinse la chiesa  imperiale del medioevo a perseguitare fisicamente coloro che coltivavano la fede in Dio secondo gli insegnamenti della sacra Bibbia?  L’Europa vanta di essere stata la casa principale del Cristianesimo per quasi duemila anni. Eppure, nei fatti, gli insegnamenti originari di Gesù Cristo hanno poco o nessuno spazio nelle chiese cosiddette cristiane disseminate nel continente. Una storia di circa duemila anni di cristianizzazione in massa, conversioni forzate, compromessi politico religiosi, in Occidente come in Oriente, assorbimento e adattamento a tradizioni pagane, i massacri di ebrei, le inquisizioni e le guerre “sante”.

Per tutta l’eternità rimane una lezione da ricordare, e da imparare: le Scritture, “la Bibbia”, non sono frutto di uomini ingegnosi. Sono la rivelazione di Dio! Il genere umano si accorgerà ben presto che l’Iddio creatore e Gesù Cristo sono viventi.

 
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